Scandaloso Zatopek: “Me ne frego di Goldrake”

Ultimi, clamorosi sviluppi della vicenda che appassiona un’intera nazione.

…dal solito Felice Sciosciammocca.

BARONISSI (SA) – Scandalo in casa
Goldrake.

L’attaccante irpino Zatopek sembra ormai arrivato ad un insanabile
punto di rottura con la società. Le voci sulla firma da parte sua di un
pre-contratto con l’Atletico Scialbo, voci che inizialmente sembravano
infondate, vanno via via rafforzandosi.
La conferma viene dallo stesso Zatopek,
che, intervistato all’uscita del noto locale “FLAMINGO MANDINGO IN THE ASS TE
LO SPINGO” (n.d.r.: si tratta del
rinomato locale baronissese di proprietà di Pa-pam!, il giocatore dello Scialbo
),
ha dichiarato: «Sì, è vero. Ho firmato un pre-contratto con l’Atletico Scialbo.
Il motivo per cui all’inizio ho negato tutto era dato dalla mia volontà di
arrivare ad una separazione consensuale dalla Real Goldrake, alla quale ero
profondamente legato da un amore corrisposto.
A dir la verità, questo amore è
stato corrisposto fino ad un certo punto: quando mi sono ammalato, la società,
invece che rispondere per le rime a quanti sostenevano che quel malanno fosse
solo una strategia per camuffare i miei incontri con gli emissari dello Scialbo
(che non c’erano ancora stati), è rimasta in silenzio. Atteggiamento stupido
questo, con cui non si è fatto altro che gettare benzina sul fuoco.

Non mi sono
sentito per nulla protetto dalla Real Goldrake che, invece, in tante altre
occasioni, ha saputo difendere i propri tesserati, come una chioccia che
accudisce sotto le ali i suoi pulcini. A quali occasioni mi riferisco? Beh,
solo per fare qualche esempio, perché la società ha fatto finta di ignorare le
scorribande notturne del Sensei nei locali dell’agro-nocerino-sarnese? Perché
ha taciuto dinanzi ai festini organizzati dal De Somm nella sua villa a Pollena
Trocchia, festini a cui erano presenti alcune delle maggiori personalità di
spicco della malavita napoletana? Non serve un genio per capire che, in quelle
occasioni, la droga scorreva a fiumi (anzi, a strisce) e la promiscuità era la
regola.

Perché si è messa le fette di prosciutto sugli occhi (e sugli orecchi)
davanti alle poderose scopate notturne del Nitro, il quale, durante i ritiri,
si portava la sua donna nella stanza dell’albergo, nonostante ciò fosse stato
espressamente vietato dalla società? Ebbene, dinanzi a tutto questo, dinanzi ad
un club che mostra di non amarmi più, ho ritenuto opportuno cambiare aria,
cercando altrove gli stimoli che qui ho ormai perso. Nonostante tutto ciò che
mi era stato fatto, ho preferito inizialmente mantenere lo stretto riserbo sui
miei contatti con lo Scialbo: era una questione di sensibilità umana, un modo
per dimostrare che la Real Goldrake
rimaneva comunque una mia seconda casa, un focolare domestico in cui poter
coltivare serenamente i miei affetti più cari.

Poi, è successo che si è venuto
a sapere, a causa di qualche stupido che non ha saputo farsi i fatti suoi (n.d.r.: chiaro è il riferimento al cameriere
della pizzeria “La Belle
Epoque
”che andò a riferire all’amico De Somm dell’incontro
avuto da Zatopek con gli emissari dello Scialbo nella pizzeria medesima
) e
gli eventi sono precipitati. Ho ugualmente preferito giocare nella partita di
martedì 12 aprile, credendo ingenuamente di poter ritrovare sul campo le
motivazioni e l’affetto dei miei tifosi; purtroppo ho constatato, con mia
grande amarezza, che, anche in seno alla tifoseria, si è venuta a creare una
frattura fra quanti continuano indefessamente a sostenermi e quanti mi
attaccano, chiamandomi mercenario.

Io non voglio essere un problema per
nessuno, men che mai per i miei tifosi, per TUTTI i miei tifosi, che mi hanno
sempre voluto bene e a cui io ho sempre voluto bene». A quanti gli hanno fatto
notare che la firma del pre-contratto con l’Atletico Scialbo non ha alcuna
validità giuridica finchè il presidente Goldrake in persona non gli rescinde il
contratto che lo lega ancora per un anno alla Real, Zatopek ha risposto in modo
sfrontato e con tono deciso (da qui lo scandalo):

«Goldrake non vuole lasciarmi
andare? Me ne frego di Lui, stupida marionetta manovrata da chissà quale branco
di delinquenti della peggiore risma (n.d.r.:
il riferimento è al fatto che il 71% del capitale azionario della società è
nelle mani di alcuni magnati avellinesi e napoletani, sospettati, ma solo
questi ultimi, di agire con la connivenza di certi clan camorristici, ad uno
dei quali, il clan dei Vitelli Scofanati, sarebbe affiliato anche il De Somm
).

Goldrake può dire quello che vuole, le sue parole per me contano ormai meno di
zero. Me ne vado. Addio, mia amata Real Goldrake!». E’ stata messa la parola
fine a questo tormentato rapporto? Per saperlo, continuate a seguirci, cari
lettori, perché qui le cose cambiano da un giorno all’altro.

Qui da Baronissi, Felice
Sciosciammocca per “Il Corriere del Cretino”.21/04/05